Grazie alla combinazione della verifica dell’identità di Shufti, dei servizi di fiducia qualificati di Evrotrust e dell’orchestrazione delle firme di sproof, si crea un flusso di lavoro end-to-end per il KYC e le firme digitali, che supporta le aziende nell’adempimento dei requisiti normativi e garantisce un’esperienza utente fluida.
Berlino, 3 agosto 2026 – Evrotrust, in collaborazione con Shufti e sproof, ha sviluppato un flusso di lavoro integrato end-to-end per il KYC e le firme digitali. I tre partner combinano la verifica dell’identità, i servizi di fiducia qualificati e l’orchestrazione delle firme in un unico processo, particolarmente adatto agli scenari di onboarding e firma digitale in contesti regolamentati.
Al centro della partnership vi è un processo integrato che offre alle aziende una combinazione coerente di verifica dell’identità, firma elettronica qualificata e integrazione tecnica. In questo modo, Evrotrust, Shufti e sproof rispondono in particolare alle esigenze delle organizzazioni che desiderano implementare transazioni digitali nel rispetto della normativa e con il minor numero possibile di ostacoli nell’esperienza utente.
Evrotrust fornisce l’infrastruttura di fiducia regolamentata che associa identità verificate a certificati qualificati e firme elettroniche qualificate. Le piattaforme possono così implementare firme digitali legalmente valide senza dover creare autonomamente un’infrastruttura di fiducia qualificata. I certificati emessi sono incorporati in file PAdES-LTV con convalida a lungo termine. Ciò garantisce la stabilità necessaria per processi di onboarding conformi all’AMLR e verificabili. Le firme rimangono verificabili a lungo termine e sono giuridicamente valide in tutti i 27 Stati membri dell’UE e nel SEE ai sensi dell’articolo 25 del regolamento eIDAS. La verificabilità ha una durata fino a dieci anni.
Il processo in dettaglio
Il processo basato sui documenti ha inizio in sproof, dove avviene anche il controllo dell’intero flusso di lavoro. Il flusso di lavoro condiviso si articola poi in tre fasi. Innanzitutto, Shufti verifica l’identità del firmatario. A tal fine vengono utilizzati eID notificati, controlli documentali e biometrici oppure la scansione di un documento d’identità tramite NFC. Secondo l’azienda, l’operazione dura circa dodici secondi. L’accuratezza del riconoscimento biometrico è pari al 99,7%. Il sistema di rilevamento della vitalità (Liveness Detection) utilizzato è certificato secondo lo standard iBeta ISO/IEC 30107-3 Livello 3.
Successivamente, Shufti trasmette a Evrotrust esclusivamente un hash crittografico dell’operazione di firma. Il documento sottostante non viene trasmesso in nessun momento. Evrotrust rilascia quindi il certificato qualificato e fornisce i servizi di fiducia necessari per la QES (firma elettronica qualificata). sproof completa il processo e firma il documento, all’interno della stessa sessione.
Per i firmatari che utilizzano un QES monouso vale quanto segue: il certificato è limitato esclusivamente a quella specifica sessione di firma. Viene emesso e utilizzato immediatamente e, successivamente, non viene né salvato né riutilizzato. Ciò non influisce in alcun modo sull’efficacia giuridica della firma.
sproof ha basato interamente la propria orchestrazione delle firme su questo livello comune di identità e fiducia. Per i clienti aziendali ciò significa un processo che non fallisce a causa della mancanza di un certificato qualificato da parte dei firmatari. L’intero flusso di lavoro si svolge in un’unica sessione. sproof gestisce la propria piattaforma esclusivamente su un’infrastruttura server europea. Ciò elimina qualsiasi dipendenza dai fornitori statunitensi. Questo approccio riduce anche i rischi legati alle leggi straniere in materia di accesso ai dati, come il Cloud Act statunitense. L’ambiente ospitato nell’UE entra in gioco già durante la verifica dell’identità tramite Shufti.
«L’Europa sta passando da verifiche d’identità isolate a un’infrastruttura di fiducia digitale riutilizzabile e regolamentata. Il ruolo di Evrotrust consiste nel fornire l’infrastruttura di fiducia qualificata che trasforma un’identità verificata in una transazione digitale giuridicamente valida. Insieme a Shufti e sproof, dimostriamo come i servizi di fiducia qualificati possano essere integrati direttamente nel percorso del cliente: in modo sicuro, fluido e scalabile», afferma il dott. Heinrich Grave, amministratore delegato per la regione DACH presso Evrotrust.
«Il regolamento antiriciclaggio dell’UE rende le identità qualificate il nuovo standard per l’onboarding digitale. Grazie alla partnership con Shufti Pro ed Evrotrust, sproof coniuga i requisiti normativi con un’elevata facilità d’uso. Le aziende possono soddisfare già oggi i futuri requisiti di legge, senza subire perdite di conversione dovute a processi frammentati», afferma il dott. Fabian Knirsch, CEO e cofondatore di sproof.
«Per noi la verifica dell’identità non è mai stata l’obiettivo in sé, ma piuttosto la base su cui si fonda tutto il resto. Con AMLR ed eIDAS 2.0, lo spazio di fiducia digitale sta cambiando in modo tangibile. Per questo motivo, insieme a Evrotrust, abbiamo creato un processo end-to-end che va dalla verifica dell’identità alla firma elettronica qualificata. Entrambe le fasi confluiscono in un unico percorso di onboarding. Il fatto che sproof sviluppi la propria orchestrazione proprio su questa base è in linea con ciò per cui Shufti è stata concepita fin dall’inizio. La partnership dimostra come Shufti intenda l’innovazione: non solo attraverso ciò che l’azienda stessa sviluppa, ma anche attraverso l’impatto e le opportunità che ne derivano per i partner», afferma Shahid Hanif, amministratore delegato di Shufti.
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Ritratto del dott. Fabian Knirsch, CEO e cofondatore di sproof ©CarinaBrunnelli →
Informazioni su sproof GmbH
La sproof GmbH, con sede a Salisburgo e Vienna, è l’esperta europea in soluzioni di firma digitale e verifica dell’identità. Grazie a una piattaforma modulare, sproof integra entrambi i processi in un flusso di lavoro fluido e conforme alla normativa. L’obiettivo: supportare le aziende europee nella completa digitalizzazione dei loro processi contrattuali e di onboarding, garantendo la massima fiducia, la conformità alla direttiva eIDAS, una rigorosa protezione dei dati e una chiara attenzione alla sovranità digitale europea.
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